Castello di Melazzano - Case Vacanze
-
Greve in Chianti -
Firenze -
Fax +39 055 853082
La prima notizia certa su Melazzano
risale al 1119. Il 15 novembre di quell’anno
fu firmata una pergamena tuttora esistente
nell’Archivio di Stato di Firenze in
cui veniva fatta donazione di parte
del castello e della corte di Melazzano.
E’ di pochi anni dopo un altro contratto,
questa volta di vendita, di una porzione
dello stesso castello.
Nei secoli
successivi il castello non viene più
menzionato: rimane la parrocchia che
da esso prende nome (S. Leo a Melazzano)
ma di edifici di particolare consistenza
non si fa più menzione.
Nel 1427,
quando con il primo Catasto della Repubblica
fiorentina si ha una descrizione particolareggiata
delle proprietà della zona, vengono
elencati una serie di poderi “con casa
da lavoratore” (quello che noi chiameremmo
una colonica) ma del vecchio castello
sembra essersi persa la memoria.
Solo
di recente, durante alcuni lavori, sono
riemerse delle strutture murarie certamente
tipiche di un castello per lo meno duecentesco,
e si è così potuto riannodare il filo
tra l’attuale Villa di Melazzano e il
“castrum de Milatiano” medievale.
Se nel Quattrocento non si parla
di “case da signore” nella zona, dopo
un secolo la situazione sembra essere
diversa: nelle Carte dei Capitani di
Parte Guelfa (piccolo “Atlante Stradale”
del contado fiorentino risalente alla
metà del Cinquecento) Melazzano viene
raffigurata come una tipica “casa turrita”
padronale. Che si tratti proprio di
Melazzano lo se deduce dalla chiara
indicazione del proprietario :”Del Cavalier
Bartoli”.
Nel Settecento Melazzano
fu acquistato dalla famiglia Anichini
che, inglobando le costruzioni precedenti,
vi costruì la Villa che è rimasta alla
famiglia fino ad oggi, con le grandi
sale, gli affreschi dell’epoca, e con
tutto il suo carattere.
Risale all’Ottocento l’attuale sistemazione
della cappella annessa alla Villa, e
alla fine del secolo gli Anichini di
Melazzano furono tra gli artefici della
nascita del Chianti Classico propugnata
e iniziata dal Barone Ricasoli a Brolio.
Dai
25 barili di vino che Antonio di Filippo
Rinieri dichiarava di aver prodotto
nel 1427, si arrivava così fino ai i
premi che sin dagli inizi del Novecento
il vino di Melazzano si è guadagnato
in numerose esposizioni.
Nel 1924,
infine, Melazzano fu tra le 18 fattorie
che fondarono il Consorzio del Vino
Chianti Classico, tuttora garante della
qualità di quello che senza dubbio è
uno dei vini più rinomati nel mondo.
Per
questi ultimi anni non possiamo non
ricordare i lavori – curati fin nei
minimi particolari – che hanno riportato
alla luce notevoli elementi murari dell’antico
castello e che soprattutto hanno dotato
Melazzano di tutte le comodità necessarie
rispettando il vecchio fascino della
casa. Oggi gli ospiti di Melazzano possono
passare una vacanza comoda, tranquilla
e serena in una tenuta che ha attraversato
la storia della Toscana.
Melazzano è Dimora Storica coperta da vincolo ai sensi della Legge 1089 del 1939.



